Cosa emerge dal report annuale Mediaddress sulla relazione tra giornalisti e uffici stampa?
Su 100 comunicati stampa ricevuti, 89 risultano irrilevanti o non pertinenti, questo il dato più rilevante emerso dal report “Giornalisti e uffici stampa 2026”.
Mediaddress
27/04/2026
Il report “Giornalisti e uffici stampa 2026” è stato redatto a partire dall’analisi di oltre 30.000 risposte, fornite dagli 800 giornalisti europei che hanno partecipato alla quarta edizione della ricerca The Eyes of Journalists on PR.
Il dato che maggiormente dovrebbe interessare gli addetti stampa riguarda il sovraccarico informativo dei giornalisti e la scarsa targetizzazione nell’invio dei comunicati stampa: su 100 comunicati inviati, solo 11 vengono ritenuti utili.
Il problema non è il tempo, solo il 31% non legge i comunicati per mancanza di tempo, bensì la pertinenza: l’81% dei giornalisti dichiara di ignorare i comunicati perché il contenuto non è rilevante per i propri interessi. Un dato in crescita di 8 punti rispetto al 2025.
L’entità di questo dato pone al centro della riflessione 3 temi:
Quali sono le fonti maggiormente utilizzate dai giornalisti per documentarsi? Fonti dirette (87%) e comunicati stampa (84%) la fanno da padrone. Da segnalare l’ingresso dell’AI tra le fonti di documentazione, citata dal 18% degli intervistati.
Quanto ai canali di contatto, la risposta è netta: il 96% dei giornalisti preferisce essere contattato via email. WhatsApp e telefono si fermano al 18%, i social al 5%.
A infastidire maggiormente i giornalisti è l’atteggiamento degli uffici stampa nella fase di follow-up: l’insistenza (46%) e lo scarso tempismo nelle risposte sono individuati come i comportamenti che più rischiano di compromettere la relazione e di far finire un mittente in blacklist.
Qual è la lunghezza ideale di un comunicato stampa? 600 parole per il 76% degli intervistati. Meglio il testo direttamente nella mail o in allegato? Il 52% preferisce il file allegato, il 40% il testo inline.
In questa quarta edizione della ricerca, abbiamo dedicato un maggior numero di domande proprio a questi aspetti pratici, in modo che le risposte potessero fornire agli addetti stampa meno esperti una sorta di guida per migliorare la qualità dei loro comunicati. I dati completi, inclusi i materiali a corredo più richiesti e quelli più spesso dimenticati, sono nel report.
A distanza di un anno, appare ribaltato il giudizio degli intervistati sulla capacità dei giornalisti di gestire le tecnologie AI: dal 90% per nulla o poco preparati del 2025, al 90% molto o abbastanza preparati di questa edizione. Una competenza prevalentemente autodidatta: il 65% non ha ricevuto formazione specifica.
L’utilizzo cresce dal 49% al 73%. I casi d’uso principali sono la traduzione di testi (44%) e la ricerca e documentazione (36%). In generale il pragmatismo sembra avere la meglio: cala dal 53% al 40% la preoccupazione per gli aspetti etici, e solo il 32% valuta negativamente i colleghi che usano l’AI per scrivere contenuti e comunicati.
Mediaddress è lieta di condividere gratuitamente i risultati della ricerca, con la speranza che possa contribuire a rendere sempre più produttiva la collaborazione tra giornalisti e uffici stampa.
Il report si compone di due parti:
A partire dal 2023, Mediaddress conduce la ricerca The Eyes of Journalist on PR, intervistando giornalisti Italiani, Spagnoli e Francesi. I report annuali prodotti a partire dall’analisi delle risposte, forniscono importanti indicazioni sullo stato di salute del comunicato stampa e sulla temperatura della relazione tra giornalisti e uffici stampa.
Articoli
Deve essere conciso, idealmente non oltre le 600 parole, e privo di tono promozionale. Il formato preferito è il testo semplice, con dati verificabili e informazioni chiare che possano essere facilmente sintetizzate anche dagli strumenti di AI. Il file in allegato è preferito all’email grafica.
Cercano pertinenza e professionalità. I dati Mediaddress 2026 confermano che la conoscenza della linea editoriale è più importante della quantità di invii. Un buon ufficio stampa deve fornire notizie già pronte per essere verificate e pubblicate.
Perché interrompe il flusso di lavoro redazionale. Il 76% dei giornalisti ritiene che i gabinetti stampa dovrebbero contattarli solo su richiesta esplicita, e il 13% preferisce non essere contattato affatto dopo l’invio. Il mezzo preferito rimane l’email.
Nel 2026 il 73% dei giornalisti europei dichiara di utilizzare strumenti di AI nel proprio lavoro, rispetto al 49% dell’anno precedente. I casi d’uso principali sono la traduzione e la ricerca di informazioni.
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