Sottovalutare il GDPR può costarti multe milionarie, vuoi davvero rischiare? Mediaddress ti libera dalla burocrazia e garantisce la compliance GDPR senza costi aggiuntivi.
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Abbonarsi al servizio Mediaddress significa garantire la sicurezza legale della tua azienda, o dei clienti per i quali operi in qualità di ufficio stampa esterno.
È Mediaddress, in qualità di fornitore della banca dati, a farsi carico dell'onere di raccogliere i dati, gestirli e fornire ai giornalisti l'obbligatoria informativa privacy. Garantisce che i giornalisti siano stati informati del fatto che i loro dati sono inclusi in una banca dati destinata a essere consultata da terzi (gli abbonati) per finalità di comunicazione e invio di comunicati stampa.
Il vantaggio per te: non devi preoccuparti di reperire il consenso o fornire l'informativa iniziale ai giornalisti, come dovresti fare per il solo fatto di averli in lista. Devi solo utilizzare i dati coerentemente con le finalità descritte dall’abbonamento, ovvero l’invio di comunicati stampa pertinenti e non marketing generico.
I giornalisti cambiano testata, ruolo o possono esercitare il diritto alla cancellazione. Solo nel 2025 abbiamo effettuato oltre 49.000 verifiche e 26.000 aggiornamenti al database. Se un giornalista chiede la cancellazione, Mediaddress lo rimuove dal sistema.
Il vantaggio per te: accedi a dati sempre aggiornati e "compliant", evitando il rischio di un invii illeciti, con conseguenti danni reputazionali e sanzioni amministrative fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato.
Il GDPR richiede misure adeguate per proteggere i dati. Mediaddress è un’azienda certificata ISO 27001 e garantisce la sicurezza del sistema informatico che conserva e gestisce il suo database giornalistico e tutti i dati caricati dagli utenti.
Il vantaggio per te: eviti alla tua azienda la complessità tecnica di proteggere i contatti sui suoi server interni.
Le aziende hanno la responsabilità di scegliere fornitori affidabili.
Il vantaggio per te: scegliendo Mediaddress puoi dimostrare di aver selezionato un partner che fornisce informative chiare ai giornalisti e investe nella compliance normativa, proteggendo così la reputazione della tua azienda.
La responsabilità sulla legittimità della detenzione del dato ricade sul Mediaddress. Attenzione: questo vale limitatamente ai contatti forniti da Mediaddress e non per quelli caricati dall’utente sulla piattaforma.
Il vantaggio per te: devi solo preoccuparti di non deviare dalle finalità d'uso previste dalla licenza (ad esempio, non usare i dati per comunicazioni di marketing).
Risponde L’avvocato Gaia Morelli, membro del comitato privacy dell’Ordine Avvocati di Roma, specializzata nella gestione delle tematiche di governance e compliance del GDPR.
Sì. Un ufficio stampa GDPR compliant deve essere in grado di rimuovere il contatto da tutte le proprie liste istantaneamente. Usando sistemi automatici, questa operazione è certa; con i file Excel manuali, l’errore umano è sempre in agguato.
L’unica strategia che garantisce davvero la compliance è utilizzare una piattaforma professionale che certifichi l’origine del dato e gestisca automaticamente i link di disiscrizione (opt-out). Questo garantisce che ogni invio sia supportato da una base giuridica valida.
Oltre alle pesanti sanzioni pecuniarie previste dal Garante, il rischio maggiore è reputazionale. Nel 2026, la deliverability (la capacità delle email di arrivare a destinazione) è legata alla reputazione del mittente: essere segnalati per violazione della privacy significa finire in blacklist globali.
No. Secondo il report “Giornalisti e uffici stampa 2026”, quasi il 90% dei giornalisti europei manifesta avversione per il sollecito non richiesto: il 76% lo vuole ricevere solo se lo ha esplicitamente chiesto, il 12,9% non lo vuole affatto. Il follow-up immediato non concordato è una pratica da evitare.
Se la notizia non è una smentita vitale o un'emergenza, è meglio preparare tutto e programmare l'invio per il lunedì mattina presto o il martedì. Inviare di venerdì sera significa quasi certamente finire nel dimenticatoio.
Il martedì e il mercoledì sono considerati i giorni "d'oro". La redazione ha smaltito il carico del weekend e non è ancora nella fase frenetica delle chiusure del fine settimana.
Dalle nostre rilevazioni, l’uso dell’AI riduce i tempi di creazione di una lista profilata di oltre il 70%. Quello che prima richiedeva ore di ricerca incrociata, oggi viene risolto in pochi secondi di elaborazione algoritmica.
Certamente. La funzionalità “Suggerimenti dell’AI” può essere utilizzata per arricchire liste già esistenti, trovando quei giornalisti che potrebbero esserti sfuggiti durante la selezione manuale o che hanno recentemente cambiato ambito di specializzazione.
Sì, l’algoritmo analizza il contenuto testuale per estrarre il valore semantico della notizia. Questo processo avviene in tempo reale e serve esclusivamente per confrontare il tuo testo con lo storico degli articoli pubblicati dai giornalisti in banca dati.
Grazie agli strumenti dell’applicazione Mediaddress per la creazione delle liste, l’ufficio stampa può selezionare i giornalisti basandosi su interessi sempre aggiornati e dimostrare che il destinatario scrive abitualmente di un determinato tema, giustificando il “legittimo interesse” all’invio della comunicazione.
Un database certificato come Mediaddress garantisce che i contatti siano sempre aggiornati e conformi al GDPR. Questo solleva l’ufficio stampa comunale dall’onere della manutenzione manuale dei dati e protegge l’amministrazione dai rischi legali connessi all’uso di liste obsolete o illegittime.
Se un ente riceve una sanzione pecuniaria dal Garante a causa di una cattiva gestione delle mailing list (dati non aggiornati, mancanza di consensi), la Corte dei Conti può rivalersi sui dirigenti per danno erariale, qualora l’ente non dimostri di aver adottato strumenti di governance adeguati.
Nei primi due paragrafi della tua notizia inserisci una domanda che un utente potrebbe fare e dai subito la risposta. Scrivi in modo chiaro e asciutto, evita periodi fiume con troppe subordinate e organizza il testo in modo schematico utilizzando i punti elenco. Approfondisci l’argomento leggendo l’articolo Come scrivere comunicati stampa ottimizzati per l’AI.
Sempre più giornalisti e utenti usano la voce per cercare notizie. Scrivere risposte dirette e brevi (FAQ) permette al tuo comunicato di essere letto ad alta voce da dispositivi come Alexa o Siri quando vengono interrogati su quel tema specifico.
Le allucinazioni possono attribuire alla tua azienda dichiarazioni mai fatte o dati errati. Fornire un testo con dati puntuali e una struttura semantica chiara è l'unico modo per "istruire" correttamente gli algoritmi e proteggere la tua reputazione.
Il 26,8% non usa l'AI. Tra chi la usa: traduzione dei contenuti ~40%, ricerca/documentazione ~34%, sintesi ~24%, analisi dati ~19%, controllo grammaticale ~19%, aiuto alla scrittura ~17%, fact-checking ~14%. L'AI è integrata prevalentemente come strumento di supporto, più che come produttore autonomo di contenuti. (Fonte: “Giornalisti e uffici stampa 2026”)
Le evidenze della ricerca “Giornalisti e uffici stampa 2026” suggeriscono di inserire il testo allegato alla mail (52%) o in alternativa testo semplice direttamente nel corpo della mail per una lettura immediata (40%). Gli allegati pesanti spesso bloccano le caselle o finiscono in spam; meglio usare link per il download.
Massimo 600 parole: è questa la lunghezza ideale per il 76% degli 800 giornalisti intervistati nell’ambito della ricerca “Giornalisti e uffici stampa 2026”.
Secondo il report “Giornalisti e uffici stampa 2026”, il motivo principale è la mancanza di pertinenza (81% dei casi). Se invii una notizia di “food” a un giornalista che scrive di “finanza”, non solo verrai ignorato, ma rischi di finire in blacklist.
Nella maggior parte dei casi è controproducente. Il 76% dei giornalisti vuole un follow-up solo se lo ha esplicitamente richiesto, e il 12,9% non lo vuole mai. I follow-up non richiesti sono il terzo fattore che porta un giornalista a inserire un ufficio stampa in blacklist.
Allegato email o testo semplice nel corpo del messaggio. Il 52,1% dei giornalisti europei preferisce l’allegato, il 40,2% il testo diretto nell’email. Solo il 3,5% preferisce le email HTML grafiche. La semplicità è il formato professionale per eccellenza.
Pochi. Secondo il report “Giornalisti e uffici stampa 2026”, prodotto intervistando 800 giornalisti europei, solo l’11,1% legge più dell’80% dei comunicati ricevuti. Il 30,7% ne legge tra il 10 e il 30%. Il problema principale, citato dall’81% del campione, è la mancanza di pertinenza rispetto ai propri argomenti.
La prova dura 7 giorni e dà accesso completo alla piattaforma, inclusi database, supporto AI, editor del comunicato e strumenti di invio. Non richiede carta di credito ed è il modo più diretto per verificare l’efficacia del database sul proprio settore di riferimento e valutare concretamente il valore del tempo risparmiato.
Il risparmio dipende dalla dimensione e dalla varietà dei clienti gestiti. Un freelance che lavora su più settori e aggiorna manualmente le proprie liste può recuperare da una a tre ore a settimana, corrispondenti a oltre cento ore l’anno, ore non più dedicate alla manutenzione del database, ma al lavoro strategico e alla costruzione di relazioni con i giornalisti.
Sì. Mediaddress si adatta a diverse scale operative: il freelance con due o tre clienti può usare la piattaforma per settori specifici, costruendo liste mirate e ottimizzando il tempo dedicato alla gestione dei contatti, senza dover sfruttare l’intero database. Il vantaggio non dipende dal volume di lavoro, ma dalla qualità e dall’aggiornamento dei dati su cui si lavora.
Sì. Mediaddress lavora con uffici stampa di enti pubblici, fondazioni, associazioni e federazioni da oltre 35 anni.
Sì. I server di posta degli enti non sono configurati per invii massivi ripetuti. Il rischio concreto è di compromettere la reputazione del dominio istituzionale e finire nelle blacklist dei principali provider, con effetti che si estendono anche alle comunicazioni ordinarie dell'ente. Un tool di invio professionale come quello integrato in Mediaddress risolve questo problema alla radice, senza richiedere interventi sull'infrastruttura IT dell'ente.
Il punto di partenza più efficace è la misurazione del costo nascosto degli strumenti attuali: ore dedicate all'aggiornamento manuale delle liste, invii andati a destinatari non più attivi, uscite mancate per database inadeguato. Mediaddress mette a disposizione un consulente dedicato che supporta l'ente anche nella preparazione della documentazione interna necessaria per le procedure di affidamento.
Mediaddress è Titolare della Raccolta e del Trattamento dei dati giornalistici presenti nella propria piattaforma. Gestisce in modo autonomo consenso, aggiornamenti e cancellazioni: l’azienda abbonata non è direttamente esposta agli obblighi derivanti dalla raccolta di dati personali. Mediaddress è certificata ISO 9001 e ISO 27001 ed è l’unica azienda italiana del settore ad avere entrambe le certificazioni.
Mediaddress è progettata per essere usata anche da chi non ha una formazione specialistica. La piattaforma guida l’utente nella ricerca dei contatti, nella costruzione delle mailing list e nell’invio del comunicato. A ogni abbonamento è associato un consulente dedicato che aiuta a configurare il piano in base alle esigenze specifiche dell’azienda. È possibile provare il servizio gratuitamente per 7 giorni prima di prendere qualsiasi decisione.
L’ufficio stampa interno lavora esclusivamente per l’azienda di cui fa parte: conosce profondamente il brand, gestisce le crisi in modo diretto e garantisce piena continuità nella comunicazione istituzionale. Il limite principale è un network di giornalisti spesso circoscritto al settore di riferimento, che può non bastare quando l’azienda cambia mercato, lancia prodotti in aree nuove o si espande all’estero. Mediaddress colma questo gap con un database di 40.000 contatti in Italia e oltre 600.000 nel mondo.
No. Mediaddress è Titolare della Raccolta e del Trattamento dei dati giornalistici: gestisce in autonomia consenso, aggiornamenti e richieste di cancellazione. L’agenzia abbonata utilizza i contatti senza dover raccogliere il consenso in proprio né assumersi la responsabilità legale del trattamento.
Attraverso i filtri avanzati del database Mediaddress è possibile costruire una mailing list giornalistica su qualsiasi settore in pochi minuti. Ogni scheda contatto include email, telefono, ruolo, argomenti trattati, ultimi articoli pubblicati, account social e media di riferimento. La funzione Suggerimenti dell'AI analizza inoltre il testo del comunicato e suggerisce ulteriori giornalisti potenzialmente interessati non ancora presenti in lista.
Sì. Mediaddress permette di creare progetti separati per ogni cliente, ognuno con proprie mailing list giornalistiche, invii e report. Il database copre oltre 600.000 contatti nel mondo su tutti i principali settori editoriali, interrogabile con oltre 500 parametri per costruire liste mirate cliente per cliente.
La garanzia, da parte nostra, può riguardare solo l’affidabilità e la completezza dei dati contenuti nella banca dati. Le nostre statistiche indicano il 97% di e-mail consegnate. Il resoconto dell’opzione “Spedizioni” fornisce per ogni nominativo l’esito della spedizione con l’indicazione dello stato dell’e-mail: – Spedita/aperta – Spedita non aperta – Non recapitata (problemi di comunicazione col server del destinatario oppure email box piena) – Errata, indirizzo sintatticamente non corretto oppure non più attivo (questo tipo di comunicazione viene automaticamente inviata al nostro sistema di controllo degli indirizzi e-mail con la conseguente pressoché immediata sostituzione)
Si, al momento della spedizione puoi scegliere quale indirizzo email indicare
Una volta raggiunta la soglia di email che si possono inviare all’anno, è possibile effettuare un aumento a pagamento. E’ possibile aumentare il plafond di 50.000 e/o 100.000 unità
I nostri piani prevedono le seguenti soglie di email: – Start: 10.000 – Pro: 50.000 – Full: 100.000
I limiti consigliati di spedizione sono 4000
Si, nell’opzione “Spedizione” puoi trovare lo stato della spedizione con i nominativi di giornalisti che hanno ricevuto la tua comunicazione e l’indicazione dell’apertura/non apertura della tua e-mail
Si, attualmente Mediaddress ti fornisce una reportistica composta di:
No, non è possibile. Per ogni password attiva è consentito collegare un unico indirizzo e-mail
Si, ma solo se c’è un numero di licenze attive quanti sono gli utenti che accedono al servizio
No, le nuove norme relative alla Privacy impongono la sottoscrizione di una Licenza d’Uso dei dati per gli utilizzatori di banche dati, come responsabilizzazione riguardo il trattamento degli stessi e per il rispetto del Regolamento.
Per questioni di privacy non è possibile inserire più di un indirizzo e-mail nello stesso account, ma è possibile attivare più password dedicate.
Non ci sono limiti all’aggiunta di nominativi di giornalisti personali. Naturalmente, in ottemperanza al GDPR europeo in vigore, la titolarità del trattamento dei dati e del relativo adeguamento alla norma è a cura dell’utente che effettua l’inserimento.
Si è possibile esportare le mailing list in Excel
I sistemi di aggiornamento sono tre: – Contatto diretto con le segreterie di redazione – Verifica della nostra rassegna stampa quotidiana attiva sui “cambi di poltrone” giornalieri – Controllo elettronico sulle firme degli articoli, in cerca di nuovi nominativi.
L’aggiornamento è uno dei nostri punti di forza, lo abbiamo diversificato in 3 processi, incrociando i vari parametri dei media come la diffusione e la frequenza di uscita (bimestrale per le testate nazionali, trimestrale per le locali, ecc…). L’aggiornamento viene richiesto alle segreterie di redazione ma si avvale anche del monitoraggio dei media sui cambi tempestivi che avvengono ai vertici delle testate. E’ attiva la procedura di controllo immediato delle e-mail spedite dai clienti che non risultano recapitate. Infine effettuiamo un controllo elettronico sugli articoli in cerca di nuovi nominativi. Il nostro sistema di aggiornamento ha la certificazione di Qualità EN ISO 9001:2015
No, la prova ha uno scopo puramente conoscitivo dello strumento, per valutarne la completezza e l’immediatezza degli esiti delle ricerche, nonché il grado di aggiornamento.
No, l’attivazione della password di prova non ha nessun vincolo, per richiedere la tua prova gratuita di 7 giorni sarà sufficiente compilare il seguente form indicando nome, cognome, l’indirizzo email, il telefono e la società per cui lavori. Riceverai subito le credenziali di prova per accedere al servizio.
Le possibilità sono varie per rispondere alle diverse esigenze operative e di budget. I pacchetti a disposizione sono tre: START, PRO, FULL, con la possibilità di aggiungere anche singole opzioni. Clicca qui per maggiori informazioni.
L’utilizzo di Mediaddress rispetta pienamente le norme GDPR, perciò l’unica cosa di cui dovrai preoccuparti sarà di creare realizzare il comunicato più accattivante possibile e scegliere i giusti destinatari tra i giornalisti!
Tre pilastri emergono dalla ricerca Giornalisti e uffici stampa 2026: pertinenza dei contenuti, rispetto dell’autonomia editoriale e reattività. Come ha risposto un intervistato: “La relazione richiede fiducia, trasparenza, tempi certi e contenuti affidabili.”
I giornalisti sono chiari: il 76% vuole essere contattato solo su richiesta, il 13% addirittura mai. Il 46% considera il follow-up non richiesto il peggior errore che può commettere un addetto stampa e il 42% punisce l’insistenza nei solleciti con l’inserimento in blacklist.
Secondo la ricerca Giornalisti e uffici stampa 2026, condotta su circa 800 giornalisti europei, è l’insistenza post-invio. Quasi il 90% non vuole follow-up non richiesti.
Nel 2026 il 73% dei giornalisti europei dichiara di utilizzare strumenti di AI nel proprio lavoro, rispetto al 49% dell’anno precedente. I casi d’uso principali sono la traduzione e la ricerca di informazioni.
Perché interrompe il flusso di lavoro redazionale. Il 76% dei giornalisti ritiene che i gabinetti stampa dovrebbero contattarli solo su richiesta esplicita, e il 13% preferisce non essere contattato affatto dopo l’invio. Il mezzo preferito rimane l’email.
Deve essere conciso, idealmente non oltre le 600 parole, e privo di tono promozionale. Il formato preferito è il testo semplice, con dati verificabili e informazioni chiare che possano essere facilmente sintetizzate anche dagli strumenti di AI. Il file in allegato è preferito all’email grafica.
Cercano pertinenza e professionalità. I dati Mediaddress 2026 confermano che la conoscenza della linea editoriale è più importante della quantità di invii. Un buon ufficio stampa deve fornire notizie già pronte per essere verificate e pubblicate.
Per qualsiasi dubbio o richiesta di informazione il servizio clienti è a tua disposizione. Insieme al tuo consulente dedicato
potrai definire il piano personalizzato più utile e conveniente per il tuo ufficio stampa.
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fino a 10.000 contatti/anno
fino a 35.000 contatti/anno
fino a 75.000 contatti/anno
Fino a 10.000 all'anno
Fino a 35.000 all'anno
Fino a 75.000 all'anno
Esportazioni XLS: 10.000 giornalisti/sett. – 10.000 media/sett
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