PA e GDPR: i rischi dell’ufficio stampa e il danno erariale

Quali sono i rischi legati al GDPR per gli uffici stampa della Pubblica Amministrazione?

Gli uffici stampa della PA che gestiscono mailing list senza una rigorosa data governance rischiano pesanti sanzioni dal Garante e contestazioni per danno erariale dalla Corte dei Conti.

GDPR e Pubblica Amministrazione: ufficio stampa e rischio di danno erariale

Silvia Emma Ascari

23/04/2026


GDPR: nuove responsabilità per la PA

Nella complessa realtà della Pubblica Amministrazione italiana, la gestione della privacy e la conformità al GDPR viene spesso percepita come un adempimento formale, finché l’intervento delle Autorità non mette in luce quanto sia sottile il confine tra le prassi consolidate (il “si è sempre fatto così”) e le responsabilità previste dalle norme. 

La sentenza n. 10 del 14 gennaio 2026 della Corte dei conti (Sez. Veneto) ha fissato un punto fermo: l’assenza di una data governance strutturata rende l’errore non più una semplice “svista”, ma una scelta consapevole di esposizione al rischio

Senza un sistema certificato per il controllo dei consensi e l’aggiornamento dei dati, l’ente pubblico è esposto a responsabilità dirette, perdite economiche e potenziale danno erariale per sanzioni pagate con risorse pubbliche a causa di negligenze organizzative.

Compliance fai da te: 4 motivi per evitarla

I rischi maggiori emergono quando gli uffici stampa utilizzano mailing list costruite in modo “artigianale”, con file Excel passati da un responsabile all’altro o addirittura registrando in contatti nelle rubriche di Outlook.

La gestione fai da te non va d’accordo con la compliance GDPR e porta dritto a quattro criticità che possono trasformarsi in sanzioni pecuniarie.

1. La tracciabilità del consenso

Nel caso dell’invio di comunicati stampa, la base giuridica per la raccolta e l’utilizzo dei dati è il legittimo interesse. Molto spesso gli enti ritengono che questo interesse sussista perché il giornalista gli ha lasciato il suo biglietto da visita. È in parte vero ma con alcune riserve.

La prima è che l’ente ha l’obbligo di documentare quando e perché detiene e utilizza un dato un dato, in questo caso quando e perché il giornalista ha lasciato il suo biglietto. La seconda è che il legittimo interesse va attualizzato: se inviamo un comunicato stampa a un giornalista per informarlo di un progetto di efficientamento energetico e quel giornalista è passato ad occuparsi di sport, viene meno il legittimo interesse e si diventa passibili di sanzioni. C’è poi un terzo aspetto che riguarda l’efficacia dei lanci stampa: utilizzando solo i nominativi dei giornalisti che si ha l’occasione di conoscere direttamente, si rinuncia a raggiungere un gran numero di media e giornalisti che invece potrebbero essere interessati. 

Il report “Giornalisti e uffici stampa 2026” rivela che 89 comunicati stampa su 100 risultano non pertinenti agli argomenti trattati dai giornalisti

Il richiamo alla pertinenza e la necessità di utilizzare liste di contatti che garantiscano la compliance, è trasversale a tutti gli addetti stampa, compresi quelli che operano per la PA.

2. L’interruzione di pubblico servizio

Il report evidenzia anche che i giornalisti non subiscono passivamente la non pertinenza dei comunicati che ricevono:

  • il 52% dei giornalisti chiede di essere rimosso dalle mailing list non pertinenti 
  • e circa il 24% blocca direttamente il mittente

Per una PA, finire in una blacklist significa interrompere un pubblico servizio di informazione.

3. La gestione dei diritti degli interessati

Quando un giornalista chiede la cancellazione dalla lista sta esercitando un diritto previsto dal GDPR.

Se non si procede tempestivamente alla cancellazione, magari perché non si sta utilizzando un sistema che provveda alla cancellazione in automatico, il rischio di contestazioni e sanzioni è concreto e le multe possono raggiungere importi significativi per il bilancio di un ente locale.

4. Il danno erariale e la colpa grave

Se l’ente non fornisce gli strumenti corretti al proprio ufficio stampa, la Corte dei Conti può ravvisare la colpa grave nella mancanza di un sistema di governance da parte dei vertici e il danno economico derivante da una sanzione del Garante della privacy ricade sulla struttura organizzativa che non ha adottato misure preventive adeguate (come l’acquisto di software certificati).

Mediaddress: la soluzione per la data governance della PA

Se l’ente non fornisce gli strumenti corretti al proprio ufficio stampa, la Corte dei Conti può ravvisare la colpa grave nella mancanza di un sistema di governance da parte dei vertici. In sostanza, il danno economico derivante da una sanzione del Garante ricade sulla struttura organizzativa se questa non ha adottato misure preventive adeguate (come l’acquisto di software certificati).

In questo scenario, il 52% dei giornalisti chiede di essere rimosso dalle mailing list non pertinenti e circa il 24% arriva a bloccare direttamente il mittente. Per una PA, finire in una blacklist significa interrompere un pubblico servizio di informazione, aggravando la posizione dell’ente.

Mediaddress: la soluzione per la data governance della PA

Per garantire la sicurezza legale dell’ente, senza gravare sulle risorse interne, la soluzione più efficiente è adottare un servizio esterno che offra adeguate garanzie.

Mediaddress è l’applicazione all-in-one che semplifica e ottimizza l’intero flusso di lavoro degli addetti stampa e che, con riferimento al GDPR, si fa carico di garantire la compliance, sollevando gli enti da rischi e gravami burocratici.

Limitazione di responsabilità

Mediaddress è Titolare della raccolta e del Trattamento dei 40.000 contatti presenti nel suo database. In questo modo il Comune si mette al riparo da multe, contestazioni e rischio di danno erariale.

Dati sempre aggiornati

Mediaddress effettua ogni anno oltre 170.000 verifiche, 80.000 aggiornamenti e analizza 3,7 milioni di articoli per attualizzare il legittimo interesse. In questo modo l’addetto stampa non deve preoccuparsi della correttezza dei dati e può concentrarsi sulla qualità dell’informazione.

Doppia certificazione ISO 9001 e ISO 27001

Mediaddress è la prima e unica azienda del settore certificata sia per la qualità del dato (ISO 9001) che per la sicurezza delle informazioni (ISO 27001). Questo permette agli enti abbonati di dimostrare la massima diligenza nella scelta dei fornitori, evitando la culpa in vigilando.

Risorse collegate

FAQ

Perché un ufficio stampa pubblico rischia il danno erariale con il GDPR?

Se un ente riceve una sanzione pecuniaria dal Garante a causa di una cattiva gestione delle mailing list (dati non aggiornati, mancanza di consensi), la Corte dei Conti può rivalersi sui dirigenti per danno erariale, qualora l’ente non dimostri di aver adottato strumenti di governance adeguati.

Qual è il vantaggio di un database esterno certificato per un Comune?

Un database certificato come Mediaddress garantisce che i contatti siano sempre aggiornati e conformi al GDPR. Questo solleva l’ufficio stampa comunale dall’onere della manutenzione manuale dei dati e protegge l’amministrazione dai rischi legali connessi all’uso di liste obsolete o illegittime.

Come può la PA dimostrare la “pertinenza” dell’invio?

Grazie agli strumenti dell’applicazione Mediaddress per la creazione delle liste, l’ufficio stampa può selezionare i giornalisti basandosi su interessi sempre aggiornati e dimostrare che il destinatario scrive abitualmente di un determinato tema, giustificando il “legittimo interesse” all’invio della comunicazione.

compila il form e ottieni 7 giorni di prova, un consulente dedicato e il listino prezzi

Prova gratis Mediaddress per 7 giorni!

Compila il form e ottieni:

7 giorni di prova

Consulente dedicato

Listino prezzi

Non richiede carta di credito!