Quali sono le sfide più delicate per gli uffici stampa della PA?
Database di contatti non aggiornati, strumenti di invio inadeguati per la comunicazione istituzionale e un'esposizione al rischio di sanzioni per la sottovalutazione del GDPR.
Mediaddress
17/06/2026
Gli uffici stampa della pubblica amministrazione hanno il compito di garantire il diritto dei cittadini all’informazione, un mandato sancito dalla Legge 150/2000, che disciplina le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni italiane.
L’addetto stampa di un ente pubblico non costruisce brand awareness, non difende gli interessi di un cliente pagante: produce comunicazione istituzionale, neutrale e formale, che segue l’indirizzo politico e amministrativo dell’ente.
Ma un mandato diverso non significa sfide più semplici.
Il più importante strumento di lavoro di un ufficio stampa è la lista dei contatti. Nella pubblica amministrazione capita spesso che questa lista sia costruita nel tempo da addetti stampa che si avvicendano, senza che esista una precisa procedura di verifica e sistematico aggiornamento delle informazioni.
Con nuove testate che aprono, altre che chiudono, giornalisti che cambiano testata o servizio e altri che chiedono di essere rimossi dalle liste, bastano poche settimane perché una lista di contatti diventi obsoleta.
Il risultato è che inevitabilmente la copertura cala, i comunicati non raggiungono i giornalisti giusti e l’efficacia della comunicazione istituzionale si riduce.
L’inefficienza della comunicazione non è l’unico rischio al quale si espongono le PA che utilizzano database obsoleti.
Il GDPR si applica infatti agli enti pubblici esattamente come ai soggetti privati: chi gestisce un database di contatti giornalistici è il Titolare del trattamento ai sensi della normativa, con tutti gli obblighi che ne derivano. Rispondere alle richieste di cancellazione entro i termini, garantire l'aggiornamento dei dati, documentare le procedure di gestione sono tutte responsabilità in capo all’ente.
Le sanzioni previste dal GDPR arrivano fino al 4% del fatturato annuo o 20 milioni di euro e, in contesto pubblico, la responsabilità può estendersi al dirigente responsabile sotto forma di danno erariale.
La maggior parte degli uffici stampa pubblici invia comunicati stampa attraverso il programma di posta dell’ente, strumenti pensati per la corrispondenza ordinaria e non per invii massivi a decine o centinaia di destinatari.
Le conseguenze sono due, una tecnica, l’altra operativa.
Mediaddress è l’applicazione all-in-one che copre l’intero flusso di lavoro degli uffici stampa, dal database contatti all’invio dei comunicati, fino al monitoraggio degli articoli pubblicati.
Da oltre 35 anni, sono numerosi gli uffici stampa di comuni, fondazioni, associazioni e federazioni che hanno adottato Mediaddress proprio perché risolve alla radice le problematiche che abbiamo descritto.
Con Mediaddress l’ufficio stampa dispone di un database Italia con oltre 36.500 contatti costantemente aggiornati grazie a più di 170.000 verifiche, 80.000 aggiornamenti e 3,7 milioni di articoli analizzati ogni anno.
Il Titolare della Raccolta e del Trattamento dei dati è Mediaddress, che gestisce i consensi, gli aggiornamenti e le cancellazioni. In questo modo gli enti vengono sollevati dalle responsabilità e dalle incombenze previste dal GDPR.
Inoltre, Mediaddress è la prima e ad oggi l’unica azienda italiana nel suo settore ad essere certificata ISO 9001 e ISO 27001, per la qualità dei dati e per la sicurezza delle informazioni: una tutela in più per l’ente che, in caso di contestazioni, è sollevato anche dalla culpa in vigilando, ovvero la responsabilità di aver scelto un fornitore non affidabile.
Mediaddress integra un tool di spedizione professionale che aumenta il tasso di consegna dei comunicati stampa, riduce il rischio di finire nello spam e genera report di invio e aperture pronti per essere condivisi.
Dall’editor per la creazione dei comunicati al supporto dell’intelligenza artificiale per creare le mailing list, Mediaddress offre tutto ciò che serve all’ufficio stampa con un unico abbonamento.
Il punto di partenza più efficace è la misurazione del costo nascosto degli strumenti attuali: ore dedicate all'aggiornamento manuale delle liste, invii andati a destinatari non più attivi, uscite mancate per database inadeguato. Mediaddress mette a disposizione un consulente dedicato che supporta l'ente anche nella preparazione della documentazione interna necessaria per le procedure di affidamento.
Sì. I server di posta degli enti non sono configurati per invii massivi ripetuti. Il rischio concreto è di compromettere la reputazione del dominio istituzionale e finire nelle blacklist dei principali provider, con effetti che si estendono anche alle comunicazioni ordinarie dell'ente. Un tool di invio professionale come quello integrato in Mediaddress risolve questo problema alla radice, senza richiedere interventi sull'infrastruttura IT dell'ente.
Sì. Mediaddress lavora con uffici stampa di enti pubblici, fondazioni, associazioni e federazioni da oltre 35 anni.
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