Come inviare un comunicato stampa: guida Mediaddress 2026

Qual è il fattore chiave per diffondere un comunicato stampa con successo?

Nel 2026, la pertinenza è il fattore chiave: l’81% dei giornalisti lamenta il fatto che la maggior parte dei comunicati ricevuti non è pertinente agli argomenti di cui trattano (fonte: report “Giornalisti e uffici stampa 2026”)

Come inviare un comunicato stampa: guida 2026

Mediaddress

17/06/2026


Premessa: gioie e dolori del comunicato stampa

I numeri presentati in questo articolo fanno riferimento a quanto emerso dalla quarta edizione della ricerca The Eyes of Journalists on PR, condotta da Mediaddress su circa 800 giornalisti europei.

Il rapporto “Giornalisti e uffici stampa 2026”, frutto dell’analisi delle oltre 30.000 risposte fornite dai giornalisti, ci dice 3 cose importanti:

  • l’84% dei giornalisti considera i comunicati stampa una fonte autorevole,
  • il 96% ritiene la mail il canale di relazione da utilizzare per diffonderli,
  • eppure 89 comunicati su 100 vengono ignorati perché non pertinenti o irrilevanti.

Prima regola: la notizia

Il comunicato stampa deve contenere una notizia: un fatto nuovo, interessante per la testata e per i suoi lettori. Se si redige un testo autocelebrativo per accontentare il cliente, il fallimento è assicurato. 

I comunicati di marketing travestiti da comunicati stampa finiscono direttamente nel cestino e per il 72% degli intervistati sono una ragione sufficiente per bloccare il mittente.

Seconda regola: la pertinenza

I dati sulla pertinenza presentati nel report fotografano una criticità importante:

  • l’81% dei giornalisti lamenta che la maggior parte dei comunicati ricevuti non è pertinente al proprio ambito.
  • Il 52% dei giornalisti reagisce chiedendo la cancellazione dalla mailing list e circa il 24% arriva a bloccare il mittente.

Se un addetto stampa vuole ottenere più pubblicazioni, anziché compromettere la propria autorevolezza, deve per prima cosa scrivere solo ai giornalisti giusti. Per individuarli, ha bisogno di un database con 3 caratteristiche:

  • aggiornato, perché i contatti cambiano più rapidamente di quanto si possa immaginare;
  • completo, perché ogni media o giornalista che non raggiungiamo è un’opportunità di pubblicazione persa;
  • accurato, perché i contatti da soli non bastano a garantire la pertinenza (e il legittimo interesse), servono informazioni approfondite, dal ruolo ricoperto fino ai temi trattati e alle parole chiave utilizzate negli ultimi articoli scritti dal giornalista.

In questo articolo, “Mailing list giornalisti: 5 consigli per comunicati che non finiscono nel cestino”, aiutiamo gli addetti stampa meno esperti a creare mailing list che garantiscano la pertinenza.

Terza regola: la forma

Anche in questo caso il rapporto è ricco di informazioni che tornano utili agli addetti stampa:

  • il 52% degli intervistati gradisce il comunicato allegato alla mail, il 40% il testo semplice direttamente nella mail e solo il 3,5% preferisce mail graficamente ricercate;
  • massimo 600 parole: è questa la lunghezza ideale per il 76% dei giornalisti intervistati;
  • contenuti a corredo: i giornalisti si aspettano il press kit senza doverlo richiedere. Video e fotografie sono tra i materiali più richiesti, insieme ad approfondimenti, ricerche e “virgolettati”.

In questo articolo, “Come scrivere un comunicato stampa: guida Mediaddress 2026”, forniamo consigli utili per scrivere un comunicato stampa capace di ottenere l’attenzione dei giornalisti.

Quarta regola: rispettare la PR-Etiquette

La ricerca è stata l’occasione per chiedere ai giornalisti quali siano gli errori che gli uffici stampa commettono più di frequente e quali siano i più gravi.

L’errore più grave è il follow-up non richiesto. 

Il 76% dei giornalisti vuole ricevere un follow-up solo se lo ha esplicitamente richiesto, il 13% non lo vuole in nessun caso e il 42% inserisce in blacklist chi ne abusa.

Abbiamo raccolto tutti gli errori evidenziati dai giornalisti in una guida dedicata: “I peggiori errori che un addetto stampa può commettere con i giornalisti (e come evitarli)”.

Come può aiutarci Mediaddress?

Mediaddress è la piattaforma all-in-one che copre l’intero flusso di lavoro per l’invio di un comunicato stampa: database giornalisti, creazione liste, composizione del comunicato, spedizione e gestione dell’intero progetto fino alla presentazione della rassegna stampa al cliente.

  • Il database Italia più completo e aggiornato:  40.000 contatti tra giornalisti e testate italiane, con argomenti trattati, ruolo e recapiti verificati ogni anno con più di 170.000 verifiche, 80.000 aggiornamenti e 3,7 milioni di articoli analizzati.
  • Suggerimenti dell’AI: un sistema basato su intelligenza artificiale che analizza il testo del comunicato, lo incrocia con milioni di articoli e ti suggerisce i giornalisti potenzialmente interessati in base a ciò che hanno scritto di recente.
  • Personalizzazione schede: mentre Mediaddress ti garantisce informazioni sempre aggiornate, inclusi gli ultimi articoli scritti dal giornalista, contatti in regola con il GDPR e riporta per ogni contatto lo storico degli invii e delle aperture, tu puoi arricchire ogni scheda con le annotazioni che raccogli nel tempo e personalizzare ogni invia in base alle preferenze dei giornalisti.

Risorse collegate

FAQ

Perché i giornalisti ignorano i miei comunicati stampa?

Secondo il report “Giornalisti e uffici stampa 2026”, il motivo principale è la mancanza di pertinenza (81% dei casi). Se invii una notizia di “food” a un giornalista che scrive di “finanza”, non solo verrai ignorato, ma rischi di finire in blacklist.

Qual è la lunghezza ideale di un comunicato stampa nel 2026?

Massimo 600 parole: è questa la lunghezza ideale per il 76% degli 800 giornalisti intervistati nell’ambito della ricerca “Giornalisti e uffici stampa 2026”.

È meglio inviare il comunicato come testo nella mail o come allegato?

Le evidenze della ricerca “Giornalisti e uffici stampa 2026” suggeriscono di inserire il testo allegato alla mail (52%) o in alternativa testo semplice direttamente nel corpo della mail per una lettura immediata (40%). Gli allegati pesanti spesso bloccano le caselle o finiscono in spam; meglio usare link per il download.

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